Con il presente articolo vedremo brevemente alcune fra le più significative novità introdotte dal nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre 2024.
Ci soffermeremo, in particolare, sulle novità con riguardo ai neopatentati e sulle sanzioni più severe previste per chi assume alcolici prima di mettersi alla guida o utilizza il cellulare.
Si segnala che la Legge 25 novembre 2024, n. 177 ha delegato il Governo all’elaborazione di decreti per il riordino e l’aggiornamento del Codice che dovranno essere eseguiti entro i prossimi 12 mesi, pertanto sarà ancora possibile l’introduzione di ulteriori novità rispetto a quelle di seguito descritte.
Cosa cambia se sono un neopatentato?
Per quanto riguarda i neopatentati, la nuova normativa ha modificato il periodo in cui si è considerati neofiti della guida, allungandolo da 12 mesi a 36 mesi.
Inoltre, se fino ad oggi era possibile mettersi subito alla guida di un’auto con il foglio rosa, seppur con i dovuti limiti come la presenza di un adulto con almeno 10 anni di patente alle spalle, ora occorrerà aver effettuato presso l’autoscuola un numero minimo di guide obbligatorie. Tali guide dovranno essere svolte anche in autostrada o su strade extraurbane durante le ore notturne.
Si può bere prima di mettersi alla guida?
Su questo punto, il nuovo Codice della Strada introduce regole più punitive.
Per i neopatentati c’è il divieto assoluto di bere: qualsiasi tasso alcolemico superiore a 0,0 g/l è considerato una violazione.
Le sanzioni sono commisurate al livello di trasgressione:
- tasso alcolemico tra 0,0 g/l e 0,5 g/l: multa da € 168 a € 678 e decurtazione di 5 punti dalla patente;
- tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l: le sanzioni sono equiparate a quelle per gli altri conducenti, che vedremo nel dettaglio fra poco (multe, arresto, sospensione della patente e revoca nei casi più gravi).
La tolleranza zero vale anche per gli autisti di professione.
Per quanto concerne invece gli altri automobilisti, se le forze dell’ordine hanno il dubbio che un soggetto sia ubriaco lo sottoporranno immediatamente al test dell’etilometro.
Gli esiti possono essere i seguenti:
- tasso alcolemico inferiore a 0,5 g/l: non ci sono conseguenze;
- tasso alcolemico fra 0,5 g/l e fino a 0,8 g/l: sanzione amministrativa da € 543 a € 2.170; sospensione della patente da 3 a 6 mesi; decurtazione di 10 punti dalla patente;
- tasso alcolemico fra 0,8 g/l e fino a 1,5 g/l: ammenda da € 800 a € 3.200; arresto fino a 6 mesi; sospensione della patente da 6 mesi a un anno; decurtazione di 10 punti dalla patente;
- tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da € 1.500 a € 6.000; arresto da 6 mesi a un anno; sospensione della patente da 1 a 2 anni; confisca del veicolo; decurtazione di 10 punti dalla patente.
E se l’auto non è di proprietà del conducente che commette l’infrazione? In questo caso la durata della sospensione della patente viene raddoppiata.
Vi è infine la sanzione della REVOCA della patente, una misura estremamente severa riservata ai recidivi, ovvero a coloro che commettono nuovamente l’infrazione più grave (tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l) entro 2 anni dalla precedente violazione.
Che cos’e’ l’alcolock?
È un’importante e peculiare novità introdotta dal nuovo Codice della Strada, che stabilisce il divieto assoluto di bere alcolici prima di mettersi al volante per i cosiddetti “ubriachi recidivi”, ossia gli automobilisti già condannati per guida in stato di ebbrezza.
Tali soggetti, se sorpresi nuovamente con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, dovranno obbligatoriamente installare sul veicolo un dispositivo chiamato “Alcolock”. Trattasi di un etilometro integrato nell’auto e collegato alla centralina di accensione del motore. Prima di avviare il veicolo, il conducente deve soffiare nell’apparecchio per misurare la quantità di alcol presente nel sangue e, se viene rilevato un tasso alcolemico superiore allo zero, il dispositivo impedisce l’avviamento del motore. L’obbligo di installazione di tale strumento sarà a carico del conducente, con durata di 2-3 anni in base alla gravità dell’infrazione.
Cosa succede se utilizzo il cellulare alla guida?
Vediamo ora cosa succede nel caso in cui un automobilista venga sorpreso mentre utilizza il cellulare durante la guida, anche con una sola mano, senza dotarsi di vivavoce, di Bluetooth o di auricolari che non compromettano la sua capacità uditiva.
Tale condotta, evidentemente pericolosa per l’incolumità generale a causa delle distrazioni che genera, viene oggi punita in maniera più stringente dall’art. 173 C.d.S., che prevede:
- una sanzione amministrativa da € 250 a € 1.000 per la prima infrazione e sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi;
- una sanzione amministrativa da € 350 a € 1.400 e sospensione della patente da 1 a 3 mesi qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio;
- una decurtazione di 5 punti alla prima violazione, che salgono a 8/10 punti se la stessa infrazione viene commessa più di una volta entro 2 anni (art. 126-bis del Codice della Strada).
È importante precisare che tale previsione normativa non riguarda solo i telefoni cellulari, ma è estesa a qualsiasi dispositivo che comporti anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante (a titolo esemplificativo: notebook, computer portatili, tablet).
Conclusioni
In questo articolo abbiamo affrontato solo alcune delle principali novità introdotte dal nuovo Codice della Strada, ma emerge chiaramente come l’obiettivo primario sia quello di aumentare la sicurezza stradale, introducendo strumenti più efficaci e pene più severe al fine di scoraggiare qualsiasi comportamento irresponsabile che possa mettere in pericolo la vita propria e quella degli altri.
Lo Studio NM è a disposizione per approfondire tali tematiche e per offrire una consulenza personalizzata.